Mediterranean Action Plan

03 Giugno 2010
Dune di Piscinas, tracce di Cervo sardo

Il Piano d'azione Mediterraneo
Nel 1975 Paesi mediterranei e la Commissione Europea hanno unito le proprie forze per uno sforzo comune - il Piano di Azione Mediterraneo (MAP) - per affrontare le problematiche ambientali nell’ambito del Programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP). Gli obiettivi principali del MAP erano: assistere i paesi mediterranei nel valutare e controllare l’inquinamento marino, nel formulare una propria politica ambientale, nel migliorare la capacità dei governi di identificare le migliori opzioni per percorsi di sviluppo alternativi e nell’ottimizzare la distribuzione delle risorse.

Nel 1976 questo lavoro di cooperazione tra le nazioni si è concretizzato nell’adozione della Convenzione per la Protezione del Mare Mediterraneo contro l’Inquinamento (Convenzione di Barcellona) da parte di 21 Paesi e della Commissione Europea

L'evoluzione del Map
Negli anni il Sistema di Barcellona (che include il MAP, la Convenzione ed i suoi Protocolli) si è evoluto dal focus originale sull’inquinamento marino ad uno più ampio sullo sviluppo sostenibile, inserendo per esempio la gestione della costa e la biodiversità. La Convenzione è stata emendata di conseguenza e diversi protocolli specifici sono stati elaborati o sono ancora in fase di discussione. Essi trattano:
- Smaltimento (per la prevezione e l’eliminazione dell’inquinamento prodotto da scarichi da navi e aerei o da incenerimento a mare);
- Prevenzione ed Emergenza; LBS (per la protezione contro l’inquinamento proveniente da fonti ed attività sulla terraferma);
- Aree protette e Biodiversità;
- Offshore (contro l'inquinamento causato dall'esplorazione e dallo sfruttamento della piattaforma continentale, dei fondali marini e del suo sottosuolo);
- Rifiuti pericolosi;
- Gestione Integrata delle aree costiere.

Nel 1996 la creazione della Commissione Mediterranea per lo Sviluppo Sostenibile (MCSD) è venuta ad integrare il Sistema di Barcellona, come risposta all’evolversi della prospettiva su ambiente e sviluppo. La MCSD opera attraverso Gruppi di Lavoro, ai quali il MAP offre il proprio supporto tecnico, per affrontare tematiche specifiche sullo sviluppo sostenibile di interesse per l’area mediterranea (per es. gestione delle coste, gestione della domanda idrica, indicatori, turismo, informazione/sensibilizzazione, industria, sviluppo urbano e commercio, ecc).
La MCSD fornisce raccomandazioni e proposte di azione ai COP. É diventato nel tempo un forum di dialogo, di scambio di esperienze ed una piattaforma di cooperazione unica nel suo genere.

Oltre alle attività ‘tematiche’, la MCSD ha predisposto la Stategia Mediterranea per lo Sviluppo Sostenibile (Mediterranean Strategy for Sustainable Development , MSSD) che è stata adottata dalle Parti Contraenti nel novembre 2005. La Strategia tratta aree prioritarie (acqua, energia, trasporti, turismo, agricoltura, sviluppo urbano e gestione delle coste) ed argomenti trasversali (gestione della conoscenza, capacity building, governance, partnerships).
Tratto dall'intervento del Senior SD Officer dell'Unep, Philippe Alirol, all'Assemblea annuale delle AGENDE 21 Locali Italiane

Il riconoscimento alle politiche della Regione Sardegna
All'interno di questo tipo di iniziative, il Presidente della Regione Sardegna Renato Soru è stato nominato "Ambasciatore della costa" per il 2007-2008. La nomina di Soru è stata decisa espressamente per "appoggiare le recenti iniziative della Sardegna nel campo della gestione e della pianificazione delle zone costiere, e in particolare il Piano paesaggistico regionale, la Conservatoria delle coste e il Piano regionale di sviluppo turistico sostenibile", ma anche per promuovere l'esperienza del governo della Regione sarda in tutto il Mediterraneo.

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La Convenzione di Barcellona - testo emendato

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